Login

MyLav blog

E’ risaputo che la misurazione della creatinina sierica ha dei limiti oggettivi nella valutazione della funzionalità renale. In particolare la sua concentrazione ematica inizia ad aumentare solo quando la maggior parte dei nefroni risultano danneggiati e la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) è significativamente diminuita.

Nell’uomo la concentrazione sierica della creatinina viene routinariamente utilizzata per stimare la GFR attraverso delle formule matematiche più o meno complesse, che includono, oltre al valore di creatininemia, anche una serie di dati morfometrici (ovvero dipendenti da misure corporee quali la stima della massa muscolare, età, sesso, ecc.).

Queste formule determinano una “GFR stimata” che si approssima sufficientemente a quella reale. Negli animali tuttavia simili formule matematiche non sono attualmente disponibili.

Un recente studio, pubblicato sul prestigioso Journal of Veterinary Internal Medicine (Finch et al, 2018), ha tentato di sviluppare una formula matematica utilizzabile nel gatto, basata sul reciproco della creatinina (il cosidetto “indice di malattia renale”) e su una serie di misure morfometriche atte a stimare la massa muscolare. Il valore stimato della GFR è stato confrontato con il reale valore di GFR misurato mediante clearance dello ioexolo (vedi immagine a fianco in alto).

Purtroppo la formula così ottenuta non ha dato risultati incoraggianti e la correlazione tra GFR reale e stimata è risultata insoddisfacente. Inoltre la stima della GFR calcolata non ha mostrato nessun vantaggio rispetto all’indice di malattia renale (vedi immagine a fianco, indicante la correlazione tra GFR reale e reciproco della creatinina). 

Attualmente possiamo quindi dire che nel gatto non è possibile stimare accuratamente la GFR, mediante formule matematiche che si basino sulla concentrazione della creatinina sierica e su dati morfometrici, come invece avviene nell’uomo.

 Walter Bertazzolo



  • Creato il: 2019-01-27 - 21:35:32
  • Postato da: Walter Bertazzolo
  • Categoria: Biochimica clinica

Commenti: 2
  • immagine di Walter Bertazzolo
    Walter Bertazzolo  veterinario  ha scritto: 21/03/2019 - 14:59:46
    Cara Cristina, trattandosi del reciproco della creatinina, più è alto e meglio è, per cui sono patologici valori inferiori a 0,5, come giustamente hai scritto tu. ciao
  • immagine di Cristina Carta
    Cristina Carta  ha scritto: 21/03/2019 - 11:29:17
    Buondì, posso chiedere come va interpretato l'indice di malattia renale riportato nei referti di chimica clinica del laboratorio?il range è >0,5...Devo considerarlo patologico e quindi indice di malattia sotto questo valore? Grazie mille.