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Nella precedente puntata abbiamo iniziato a descrivere la valutazione delle piastrine che viene effettuata nei nostri emogrammi. Abbiamo quindi già discusso la conta totale e la stima piastrinica. Vediamo cosa ci possono dire invece quegli acronimi dall'oscuro significato che compaiono immediatamente sotto la voce PLT (numero totale di piastrine). Va premesso che per questi indici piastrinici non esistono molti dati pubblicati in letteratura nelle specie di interesse veterinario.

MPV (Mean Platelet Volume) è il volume medio delle piastrine misurato direttamente dallo strumento. Va sottolineato che la maggior parte degli analizzatori di ematologia non può misurare accuratamente tale indice, per intrinsechi limiti tecnici. L'ADVIA 2120 che utilizziamo nel nostro laboratorio riesce invece a determinare l'MPV in maniera accettabile. Questo perché con la sua tecnologia riesce a misurare anche le piastrine voluminose, che con altre contaglobuli verrebbero invece confuse con gli eritrociti. Da punto di vista clinico, l'MPV non è particolarmente utile, ci dice semplicemente quanto sono mediamente grandi le piastrine di quel paziente. Però serve per calcolare un valore più importante, il PCT (piastrinocrito), che viene determinato moltiplicando il numero di di piastrine per il loro volume medio (PLT x MPV). Il PCT rappresenta per le piastrine quello che l'HCT è per gli eritrociti, per cui è un indicatore della massa piastrinica circolante. Il PCT può essere utile specialmente in quei cani che hanno una piastrinopenia con macropiastrine, fisiologica (es. i cavalier King Charles spaniels) o patologica. Un valore di PCT normale esclude quindi una piastrinoipenia reale, anche se la conta piastrinica risultasse bassa. Impariamo a darci sempre un occhiata nei casi dubbi.

L'MPC è il "Mean Platelet Component Concentration": questo indica il contenuto medio (granularità) delle piastrine. Sebbene ci siano pochi dati in letteratura veterinaria, si è osservata una riduzione dell'MPC in corso di attivazione piastrinica (degranulazione), per esempio in corso di grave infiammazione/sepsi nel cavallo o nell'anemia emolitica immuno-mediata del cane.

L'indice "MPM" misura la Mean Platelet Dry Mass, ovvero la massa secca occupata dalle piastrine. Su questo dato purtroppo non ci sono grosse informazioni bibliografiche.

I valori indicati con la "W" stanno ad indicare l'ampiezza (Width) dei singoli indici, ovvero quanto sono difformi tra loro le piastrine per volume (PDW), contenuto in granuli (PCDW) e massa secca (PMDW).

Infine il termine Large PLT indica la quantità di piastrine con volume superiore ad una determinata soglia (ovvero quante sono le piastrine troppo grandi per quella specie).

Nella prossima puntata ci concentreremo sulla valutazione dei reticolociti e quindi sulla capacità rigenerativa del paziente in esame.

Walter Bertazzolo

 



  • Creato il: 2019-01-21 - 09:53:18
  • Postato da: Walter Bertazzolo
  • Categoria: EMATOLOGIA

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