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MyLav blog

Dal prossimo gennaio 2019, il nostro laboratorio potrà offrire un ulteriore servizio di istopatologia: lo studio dei margini perimetrali di escissione chirurgica. Cerchiamo di spiegarvi di cosa si tratta con questo Blog e con le immagini nel PDF allegato.

Cosa si valuta in generale quando si analizzano i margini di escissione?

Attraverso la valutazione istologica dei margini di escissione chirurgica, il patologo valuta la distanza della neoplasia rispetto al limite dell’exeresi chirurgica, ovvero la possibilità di una residua presenza di tessuto patologico nel paziente. Sulla base di tale informazione, quando un tumore si estende fino al margine chirurgico, nella sezione istologica, viene descritto come neoplasia che infiltra i limiti chirurgici dell’exeresi (gergalmente chiamato margine “sporco”). L’infiltrazione del margine può essere ulteriormente interpretata come a distribuzione massiva (infiltrazione diffusa) o con aggregati-propaggini di cellule neoplastiche (infiltrazione focale).

Al contrario, i margini di escissione chirurgica vengono considerati esigui quando la neoplasia non infiltra il margine, ma si localizza in prossimità dello stesso, a meno di 2 mm dal margine della sezione istologica. Infine, i margini vengono considerati liberi, quando le celle neoplastiche si trovano ad una distanza ≥ 2 mm dal margine nella sezione istologica.

Perché si valutano margini di escissione e qual è l’importanza clinica nei diversi tumori?

I margini si valutano al fine di predire il rischio di recidiva locale in seguito all’infiltrazione tumorale del tessuto residuo sull’animale. Alcuni tumori, nello specifico quelli caratterizzati da un comportamento biologico aggressivo e con un elevato grado istologico, quali sarcomi dei tessuti molli e mastocitoma del cane, sarcoma da inoculo e carcinomi mammari felini, sono neoplasie che necessitano di una ampia escissione chirurgica, e per cui l’infiltrazione dei margini implica un rischio di recidiva locale elevato.

Come orientare i margini?

Al fine di stabilire l’orientamento del campione chirurgico per la successiva indagine istologica dei margini, è consigliabile apporre dei punti di sutura che siano indicativi della localizzazione anatomica del campione rispetto all’animale. I punti di sutura possono essere apposti indicando le proiezioni anatomiche craniale, caudale, dorsale e ventrale (Fig.1 e 2 del file allegato). In tal modo, l’eventuale presenza di un margine specifico (es. il margine craniale) infiltrato dalla neoplasia sarà più facilmente rivalutabile per una successiva revisione chirurgica.

Perché colorare il margine con inchiostro di china?

Perché l’inchiostro di china apposto subito dopo l’asportazione chirurgica sulla superficie prossimale del tessuto escisso, rappresentato ad esempio in una neoplasia cutanea dalla porzione di sottocute e/o fascia muscolare, diventa una reale linea di demarcazione visibile sulla sezione istologica (vedi ad esempio l'immagine istologica sopra). Il rischio della valutazione di margini non chinati è legato al fatto che il reale limite del campione non venga raggiunto con il taglio di una singola sezione istologica comprendente il nodulo. Inchiostri di china di colori diversi possono essere utilizzati ugualmente per l’orientamento dei margini. In questo caso ogni margine (craniale, caudale, dorsale e ventrale) sarà colorato con un colore diverso.

Quale tecnica di marginazione selezionare?

Il campionamento dei margini in patologia veterinaria può essere ottenuto con due metodiche o con una combinazione delle stesse:

  • Tecnica del cross-sectioning
  • Marginazione perimetrale

La tecnica del cross-sectioning, si esegue sezionando il campione lungo il suo asse corto, e successivamente le due metà ottenute lungo il loro asse lungo (Fig.1). Questa metodica consente di ottenere massimo 4 sezioni istologiche, e pur rimanendo una tecnica low-cost, consente solo una valutazione limitata della superficie totale dei margini chirurgici.

La marginazione perimetrale, invece, anche nota come tecnica di tangential-sectioning, fornisce una più completa valutazione dei margini di escissione chirurgica (Fig.2). Si esegue effettuando sezioni continue lungo tutto il perimetro limite del campione. Utilizzando questa tecnica, se sono presenti cellule neoplastiche nelle sezioni istologhe i margini saranno considerati infiltrati. Ovviamente queste procedure vengono effetuate in laboratorio dal personale del settore di patologia a partire dalle biopsie chirurgiche ricevute.

Luisa Vera Muscatello & Luca Aresu, del team dei patologi MYLAV.

Bibliografia

  • Biller et al., 2016 AAHA Oncology Guidelines for Dogs and Cats. JAAHA 2016 Jul-Aug;52(4):181-204.
  • Stromberg and Meuten. Trimming Tumors for Diagnosis and Prognosis, chapter 2 in: Tumors in Domestic Animals, 5th editon, 2017, Wiley Blackwell, Iowa USA.
  • Goldschmidt et al. Identification and assessment of tumor margins. In: Surgical Pathology of Tumors of Domestic Animals Volume 1 – Epithelial Tumors of the Skin, edited by M. Kiupel, 2018, Davis Thompson Foundation, Illinois, USA.


  • Creato il: 2018-11-30 - 19:08:19
  • Postato da: Walter Bertazzolo
  • Categoria: PATOLOGIA

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