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L'immuno-fluorescenza indiretta (IFI) è storicamente considerato come il test di screeening d'elezione per la leishmaniosi canina. Negli ultimi anni si sono tuttavia sempre più diffusi test basati sulla tecnologia ELISA, sia su dispositivi "rapidi" ad uso ambulatoriale che mediante kit che permettono la valutazione anche di un titolo quantitativo. Diversi studi hanno rilevato come le due metodiche sierologiche IFI ed ELISA presentino efficienza diagnostica (sensibilità e specificità) paragonabile. Tuttavia le tecniche ELISA hanno indubbiamente dei notevoli vantaggi pratici rispetto a quelle IFI, che potremmo riassumere nei successivi punti:

1) Facilità di esecuzione: sicuramente i test rapidi e l’ELISA quantitativa realizzata mediante analizzatori da laboratorio sono molto meno indaginosi dell’IFI, che richiede purtroppo una consistente fase manuale (diluizioni, lettura al microscopio da parte di un operatore addestrato, ecc.). Inoltre il titolo ELISA misurato attraverso lettori ottici specifici fornisce un titolo praticamente quantitativo lineare, mentre il titolo IFI è semiquantitativo.

2) Ripetibilità: l’IFI è poco ripetibile, a causa della possibile variabilità di composizione dei kit e della possibile differenza di interpretazione dell’operatore. In tal senso, è risaputo che si devono considerare come clinicamente rilevanti solo variazioni di almeno 4 multipli di titolo per poter essere significative tra un test ed un altro (es. una variazione da 1:80 a 1:640 è significativa, mentre una da 1:80 a 1:160 o 1:320 è da considerarsi sovrapponibile, proprio per la notevole imprecisione del metodo).

3) Cross reattività con altre infezioni da vettore: sia ELISA che IFI possono condurre a falsi positivi in pazienti infetti con Ehrlichia canis, Trypanosoma cruzi e altre sottospecie di Leishmania. Fortunatamente, ad eccezione di E.canis, questi parassiti non sono segnalati in Italia. In ogni caso, anche in termini di specificità analitica non ci sono differenze importanti tra i due metodi sierologici. Lo stesso dicasi in caso di animali vaccinati con i recenti prodotti immunizzanti anti-Leishmania: anche per questi pazienti è normale aspettarsi un test positivo sia mediante IFI che mediante ELISA.

4) Valutazione semiquantitativa: fino a qualche hanno fa, il grande vantaggio dell’IFI rispetto all’ELISA, era legato alla misurazione del titolo, non possibile con i test rapidi ambulatoriali, che possono solo dare un risultato negativo o positivo. Da alcuni anni si sono invece diffusi nuovi kit ELISA quantitativi che con appositi lettori da laboratorio possono fornire un titolo che ha validità sovrapponibile all’IFI. Questi strumenti hanno quindi anche permesso di superare la “soggettività” della lettura dell’IFI, che è ovviamente operatore dipendente. Da qualche anno anche il laboratorio LaVallonea può fornire un titolo ELISA quantitativo paragonabile al titolo IFI.

5) Efficienza diagnostica: in alcuni recenti studi l’ELISA quantitativa si è dimostrata paragonabile se non superiore all’IFI in termini di accuratezza diagnostica complessiva (de Castro-Ferreira et al 2007; Rodriguez-Cortes et al 2010/2013; Solano-Gallego et al 2014). Inoltre la siero-conversione rivelata mediante ELISA quantitativa è più precoce rispetto a IFI in corso di infezione indotta e monitorata in ambito sperimentale (Rodriguez-Cortes et al 2010).

 

Siamo quindi così certi che l’IFI sia tutt’oggi il metodo di elezione negli screening sierologici per Leishmania? Io non ne sono più così sicuro. E voi? Ecco perché d’ora in avanti consiglierò l’ELISA in luogo dell’IFI.

Walter Bertazzolo

 

Bibliografia:

de Castro-Ferreira et al (2007) Comparison of serological assaysfor the diagnosis of canine visceral leishmaniasis in animal presenting different clinical manifestation. Vet Parasitol 146: 235-341

Rodriguez-Cortes et al (2010) Leishmania infection: laboratory diagnosing in the abscence of a “gold-standard”. Am. J. Trop. Med. Hyg. 82: 251-256.

Rodriguez-Cortes et al (2013) Performance of commercially available serological diagnostic tests to detect Leishmania infantum infection on experimentally infected dogs. Vet Parasitol 191: 363-366

Solano-Gallego et al (2014) Serological diagnosis of canine leishmaniasis: comparison of three commercially available ELISA tests (LeishScan, ID Screen and Leishmania 96), a rapid test (Speed Leish K) and an in-house IFAT. Parasite & Vectors 7: 111.

Paltrinieri et al (2016) Laboratory methods for diagnosing and monitoring canine leishmaniasis



  • Creato il: 2018-06-16 - 12:37:24
  • Postato da: Walter Bertazzolo
  • Categoria: Test diagnostici

Commenti: 1
  • immagine di Guglielmo Giordano
    Guglielmo Giordano  veterinario  ha scritto: 18/06/2018 - 17:54:51
    Grazie Walter per l'aggiornamento, come sapete nel nostro laboratorio abbiamo a disposizione, e proponiamo, entrambi i test sierologici tuttavia fino ad ora, per rispondere alla necessità di muoverci secondo attento rigore scientifico, abbiamo sempre puntato sul test IFI in quanto considerato il gold standard secondo linee guida internazionali. Ritengo tuttavia che, anche alla luce della letteratura più aggiornata ed alle evidenze clinico-laboratoristiche di questi anni, si possa proporre come più performante il tet ELISA rispetto all'IFI. Per questa ragione a partire dal prossimo 1 luglio, entrambi i test verranno proposti allo stesso prezzo ed anche il profilo leishmania verrà proposto nella variante con ELISA oltre all'IFI. Spero così di rispondere a quelle che sono le necessità della nostra clientela.